Bufale on line, da Google e Facebook nuove regole contro le false notizie

<<Non puoi capire cosa è appena successo! Clicca qui!>>

Quante volte ci siamo imbattuti in annunci come questo, nei feed dei nostri social network e siti preferiti? E quante volte ancora le stesse notizie ci sono state inoltrate da amici e contatti fidati, a loro volta vittima della bufala, che ce le hanno spacciate per vere?

Per quanto possa apparire divertente, quello delle bufale on line è un problema di grandi proporzioni e che crea da anni numerosi grattacapi al mondo del web e a tutti coloro che lavorano per un web di qualità, libero e portatore di informazioni genuine.

Oggi Facebook e Google annunciano di voler abbattere il business delle bufale sul web, negando ai siti che le diffondono la possibilità di pubblicare contenuti sponsorizzati.

Click-baiting: l’arte di guadagnare con notizie false e titoli accattivanti

Bufale online - clickbaitPer anni i siti specializzati nella diffusione di false notizie si sono arricchiti grazie al click-baiting, ovvero al sapiente uso di titoli accattivanti, velati sempre da una attraente aura di “mistero” e che finiscono regolarmente per essere cliccati dagli utenti più ingenui o curiosi, generando così traffico verso i siti stessi: traffico che, naturalmente, si traduce in importi monetizzabili.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, facendo scegliere a Facebook e Google di impedire la condivisione di queste notizie, sembra essere arrivata durante l’ultima fase delle elezioni americane: pare infatti che l’impatto della circolazione di false informazioni sul web abbia contribuito in modo sensibile a modificare l’esito delle ultime elezioni presidenziali.

Da qui la presa di posizione di Google e Facebook, che in un comunicato fa sapere che
In accordo con le policy di Audience Network, non integriamo o mostriamo pubblicità nelle app e nei siti che pubblicano contenuti illegali, ingannevoli o fallaci, incluse le notizie false. Sebbene fosse sottinteso, abbiamo aggiornato la policy per chiarire in modo esplicito che questo vale anche per le notizie false. Il nostro team continuerà ad esaminare attentamente tutti i potenziali editori e a monitorare tutti quelli già esistenti per garantirne la conformità“.

 

 

 

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