La tua azienda sui social non decolla? Questa storia fa al caso tuo!

<<Quando l’uomo con un profilo social incontra l’uomo senza un profilo social, l’uomo senza un profilo social è un uomo morto>>.

Questa frase, chiaramente “rubata” e maldestramente adattata dal film “Per un pugno di dollari”, sintetizza piuttosto bene alcune dinamiche che animano il mondo del webmarketing oggi.

Ci troviamo in uno dei momenti più fiorenti dell’ “era dei Social”, nella quale tutto ciò che esiste nel mondo reale deve avere un suo corrispondente anche nel mondo virtuale: vale per le persone e, soprattutto, per le aziende.

Non solo oggi non è pensabile pensare di mandare avanti un modello di business senza considerare la galassia del web e dei social, ma siamo arrivati ad un tale punto di saturazione, di sovraofferta di beni che ci vengono proposti attraverso il web che sta diventando sempre più difficile, per una azienda, riuscire ad emergere, a farsi trovare dai propri potenziali clienti e ad ottenere visibilità.

E’ anche per questo che Facebook, e ormai tutti i principali social network, offrono la possibilità di poter targetizzare il proprio pubblico di riferimento, attraverso criteri di selezione sempre più precisi che hanno lo scopo di “arrivare” esattamente ad una o più  tipologie specifiche di pubblico, restituendoci in seguito una dettagliata panoramica dei risultati che sta ottenendo la nostra pagina.

Facebook e i dati di insight: perché è fondamentale saperli interpretare?

Per rendere più comprensibile il valore di questo complesso insieme di dati abbiamo deciso di applicarlo ad una storia in carne ed ossa, seppur inventata da cima a fondo: quella di Mario Tacconi, artigiano della provincia di Mantova e proprietario dell’omonimo calzaturificio.

La storia di Mario non è diversa da quella di tante piccole imprese italiane: come molti suoi colleghi il signor Tacconi, che da più di vent’anni produce scarpe di buona qualità e che per molto tempo è stato un punto di riferimento per i consumatori della sua area di competenza, si trova ora a fare i conti con un mercato, un pubblico e un modo di vendere completamente cambiato: grazie a internet i competitors si sono moltiplicati e spesso reggere il confronto è difficile, anzi difficilissimo.

Il signor Mario decide allora di fare un investimento per portare la propria azienda sul web, attraverso la realizzazione di un sito web e-commerce e una pagina Facebook aziendale ad esso collegata tramite la quale proporre i suoi prodotti e, si spera, aumentare il proprio bacino di clienti. Il signor Tacconi decide anche che a seguire la pagina sarà direttamente uno dei suoi più giovani (e quindi più avvezzi ai social) addetti all’amministrazione.

Dopo qualche settimana è tutto pronto: il sito web del “Calzaturificio Tacconi” viene lanciato insieme alla pagina Facebook che riporta già le prime offerte.

Quando una pagina non “gira” come dovrebbe: l’importanza dell’avere un piano

Nonostante l’investimento fatto e nonostante l’impiegato del signor Tacconi ce la metta davvero tutta, la neonata pagina del calzaturificio non sta dando i risultati sperati: pochi i like, assenti le interazioni con i post e pressoché inesistenti le richieste di acquisto dei prodotti e i click sul sito web.
Che cosa non sta funzionando, dunque?

Il signor Tacconi non riesce a capacitarsene: ha speso dei soldi per realizzare il sito, si è affidato ad una agenzia che gli hanno raccomandato come seria e competente, eppure i risultati faticano a vedersi.

Perché il nutrito popolo del web non si “mette in fila” (virtualmente, beninteso) per comprare le sue scarpe?

E’ mai possibile che l’essere su internet non basti per poter trovare nuovi clienti?

Non solo è possibile, ma è più che normale. Questo è ciò che viene detto al signor Tacconi quando telefona, visibilmente seccato, all’agenzia che gli ha realizzato, a detta sua, “un sito che non funziona”.

Quello che viene spiegato al signor Tacconi è che per vedere dei risultati attraverso il web e i social un investimento in denaro è uno dei passi necessari da affrontare, specialmente se non si può far affidamento su un nome e un marchio già ampiamente conosciuto: senza una campagna Google adwords e una campagna Facebook ads farsi trovare dai propri clienti nel “mare” del web rischia di tramutarsi in una impresa molto complicata. A questo genere di investimento va associato un preciso piano editoriale, ovvero un insieme di provvedimenti strategici che consentano di ottimizzare le pubblicazioni della pagina Facebook, con l’ obiettivo di poter ottenere il massimo risultato dagli sforzi ed investimenti del cliente.

Affinché funzioni a dovere, un piano editoriale deve saper rispondere ad alcune precise domande:

  • Qual è il mio obiettivo?
    Ovvero, a cosa mi servirà la mia pagina Facebook? A portare clienti sul mio sito web, a creare interazioni, ad accrescere i miei follower?
  • A chi mi rivolgo?
    Quali sono i miei clienti? E’ possibile delinearne una sorta di identikit che ne riassuma caratteristiche, abitudini e gusti?
  • Cosa voglio comunicare?
    Cosa voglio raccontare della mia azienda a chi deciderà di seguirmi?
  • Come voglio comunicare il mio messaggio?
    Assumere un preciso Tone of voice, ovvero un modo univoco e preciso di comunicare con i clienti è fondamentale. Assicurarsi che ogni messaggio giunga con il mood giusto contribuisce a rafforzare l’identità della nostra pagina e di conseguenza del nostro brand.
  • Cosa e come comunicano i miei competitors?
    Conoscere i propri concorrenti, sapere che prodotti offrono e come è fondamentale per costruire una buona e originale strategia. Mettere la testa sotto la sabbia o mimetizzarsi, sul web, non paga mai!

Audience Optimization Tool e dati di Insights: come ti “leggo” i followers!

Il signor Tacconi decide di fare un ultimo tentativo e di affidarsi alle cure dell’agenzia che gli ha progettato il sito anche per la gestione della sua pagina Facebook.

L’agenzia mette in campo i suoi professionisti che, dopo un brief con il signor Tacconi in cui viene assimilata la storia dell’azienda e quelli che sono i suoi obiettivi e le sue aspettative, si mettono subito al lavoro: viene redatto un piano editoriale in cui si stabilisce la quantità di post da pubblicare ogni settimana, tenendo conto anche di quelli che sono gli orari e i giorni migliori in termini di traffico e visibilità; viene studiata una linea grafica coordinata, bella e accattivante e un tone of voice preciso, esauriente ma informale e scanzonato al punto giusto, come si richiede nei social. Il tutto legato ad un budget destinato alle inserzioni concordato con il cliente.

Vengono inoltre stabilite delle linee guida inerenti la profilazione dei clienti: i post pubblicitari vengono concentrati su un pubblico residente nell’intera Provincia di Mantova (in cui il calzaturificio opera), uomini e donne, di una fascia d’età coperta dal prodotto, ovvero dai 12 agli over 65 anni, amanti del Made in Italy, dell’eleganza e dello sport.

E ci avreste scommesso? Cominciano ad arrivare i primi risultati!

calzaturificio tacconi      calzaturificio tacconi

Interazioni, nuovi followers, likes, click e acquisti mediante sito web e persino nuove visite nello showroom “fisico”, grazie alla targetizzazione geografica: nuovi clienti che visitano in prima persona lo showroom del signor Tacconi, da soli o con le loro famiglie, e che ne provano in prima persona le scarpe comode e realizzate artigianalmente.

Una nuova, piccola “rinascita” per il calzaturificio del nostro ormai amico Mario Tacconi!

Rinascita resa possibile grazie ad interventi mirati,  ad uno studio preciso del target e degli obiettivi da raggiungere, e ad un controllo e analisi dei dati costante, grazie ai tools specifici che consentono di ottimizzare il rendimento di ogni campagna.

 

L’importanza della continuità

Il signor Tacconi è contento: ogni giorni si convince di aver fatto, nonostante alcune leggerezze decisionali iniziali, un buon investimento: investimento che, fra l’altro, è ora completamente rientrato.

Adesso che il suo sito viene visitato e i contenuti della sua pagina vengono visti e condivisi, avrebbe quasi la tentazione di sospendere la pubblicazione sponsorizzata dei post, convinto che la pagina Facebook sia come un’impresa ormai avviata che può tranquillamente sostenersi con il passaparola: niente di più sbagliato! Oramai nemmeno i grandi brand si affidano più al semplice passaparola: gli utenti di internet, per definizione esigenti e “volatili”, hanno bisogno di ricevere continuità, mediante post, offerte e contenuti sempre nuovi. Mantenere un piano di pubblicazione continuativo contribuirà a far crescere ulteriormente la tua pagina: non è necessario investire sempre budget importanti: puoi gestire in piena libertà i fondi da destinare ad ogni tipo di post che pubblicherai e per ogni campagna che sceglierai di organizzare.

L’importante è fare in modo che la tua pagina sia seguita e monitorata costantemente e che proponga  contenuti stimolanti nel modo giusto.

Affidandosi alle persone giuste, anche la tua attività on line può trasformarsi in una storia di successo: scopri come possiamo costruirla insieme, con lo staff di Pane&Web!

 

 

 

 

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